e arriva inesorabile la fame d'aria. la mattina seguente mi si spezza la schiena. a metà.
il fatto è che, seppur giovane, ho investito ogni istante nell'allontanamento sistematico degli imbecilli.
un mio fratello nel caos mi disse "e se un giorno scoprissero che l'imbecillaggine è una malattia che si contrae per via aerea?". scenario apocalittico.
ora, definiamo l'insieme "imbecilli": imbecille è un termine di derivazione latina, composto da in-becillum, da bacillum (forma indebolita), diminutivo di baculum (bastone). Il baculum era il classico bastone da sostegno. Imbecille è, dunque, il debole, il languido, chi non ce la fa da solo a reggersi in piedi. chi, per tale ragione, cerca facilonerie, scorciatoie, furberie, bassezze è tecnicamente un imbecille. un debole.
Nietzsche nell'Anticristo dice: «i deboli devono essere aiutati a perire».
Questo passo in particolare fu usato da Hitler come credenziale, come giustificazione allo sterminio di massa di ebrei e handicappati.
Giustificazionismo è la forma di debolezza che chiamiamo viltà. la disprezziamo come corruzione della debolezza.
Orbene, qual è il senso autentico, non corrotto, della debolezza?
Debole è chi manca d'integrità, chi striscia ignavo e si rifiuta di penetrare il senso delle cose, chi teme di scoprire qualcosa di soffocante, irreversibile, incontrovertibile. debole è anche chi crede d'esser forte. poiché credere presuppone il rifiuto di penetrare il senso delle cose.
debole è chi è colpevole di tutto ciò. la debolezza, cioè, è colposa e questa è la sua caratterialità.
credere d'esser forti è la colpa per eccellenza, il peccato originale.
guardate ai vostri piedi, vedrete più bastoni che gambe.
coglioni.
in vi.no vanitas