02/01/13

Sul concetto di garanzia. Democrazia 2.0



Beh, pare ci siamo arrivati. Monti supera Grillo in quella che possiamo definire la fase 2.0 della democrazia, o anche la fase "marcescenza", dove i big dello spettacolo circense garantiscono per i c.d. "liberi cittadini che vogliono scendere in campo a fare il bene comune", ovviamente recintando la loro partecipazione entro sistemi più o meno automatizzati di garantismo.
Il modello è il seguente: il testimonial (vuoi sia Grillo, vuoi sia Monti) essendo una persona la cui immagine è largamente diffusa dai media, garantisce che la sua partecipazione è limitata a garantire la qualità dei propri candidati.
Sono queste le nuove forme di responsabilità che l'uomo dei nostri tempi s'assume con fierezza!
Potremmo definirla responsabilità dandy, la politica del "facciamo fare agli altri".
«Costruisciti la tua politica da solo! Prima uscita i pezzi per comporre il tuo Palazzo Chigi. La prossima settimana le istruzioni per prenderne il comando in totale autismo!».
La verità è che questo è il meccanismo definitivo di illusione tramite cui si sta diffondendo la menzogna che qualcuno faccia qualcosa per gli altri: lui garantisce per loro, ergo loro garantiranno per me.
Si sta dando una parvenza d'ottimismo al garantismo, demandando di rimando in rimando e rendendo le responsabilità sempre più  irrintracciabili.
Addirittura Monti parla di sé in terza persona, la fantomatica Agenda Monti, una sorta di entità preterumana che porta il suo nome, ma non è lui in prima persona: è il suo sé disincarnato, sceso dalle stelle per salvare il mondo anche perché, se c'è una sola cosa limpida, è che a Monti l'Italia non è mai bastata. E vale la stessa cosa per i Grillini di Grillo, araldi di un uomo che non porta la sua stessa voce, ma garantisce per i suoi portavoce. Insomma dalla spersonalizzazione alla possessione, alla ricerca delle responsabilità sperdute.


Chi parla di chi? Figurarsi di cosa…
Cerchiamo di capire meglio. Ci sono dei portavoce, questo è chiaro, ciò che non è ancora chiaro è di chi è la voce, e pure questo è chiaro che non è chiaro... Il palleggio, invece, pare assai confuso: i portavoce parlano con una voce che non parla di sé ma a garanzia dei portavoce stessi, che però, nel mentre non si capisce di chi è la voce e chi è il portavoce di chi, son chiamati a fare il bene comune (da un'altra voce ancora?). 
È complicata questa cosa… Chissà se la psichiatria ha già la medicina per un tale squilibrio della personalità.
Immagino Monti che un domani darà la colpa all'Agenda Monti, come è già successo che Grillo abbia incolpato qualche Grillino...

Prestate attenzione, per una volta, alla comunicazione: quand'è che si dice "io garantisco per qualcuno"? Quando quel qualcuno è insufficiente a dimostrare la sua validità o, altro caso, quando quel qualcuno è obbligato a passare nelle strettoie del garantismo, ossia quando in campo giocano strapoteri talmente chiusi che senza il loro lasciapassare non puoi neppure affacciarti a guardare.
E quand’è che gli strapoteri si chiudono e si celano fino a scomparire dietro se stessi?
Quando c’è urgenza di un occultamento disperato, gli interessi in campo sono troppo alti, e questa è l’ultima spiaggia della democrazia. Senza giudizi di parte, qui basti solo chiarirsi che è finita.
V

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Critica radicale dei media e della società dei consumi.
Eresie metapolitiche, mitopoiesi e derive destinali.
Un blog di Vincenzo Notaro.

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