03/07/12

Suono Sacro Sogno (di Giulio Sforza)

Ho ricevuto da un giovane studioso nolano, Vinz Notaro,  animatore col padre della aristocratica Editrice “l’arcael’arco”, esperto di esoterismi, sciamanesimi e spiritualità vedantiche, un cofanetto elegantissimo e prezioso, contenente un disco di musica da lui composta (nono della serie di novantasei esemplari, personalizzati nel contenuto e nell’illustrazione, anch’essa di sua mano - a me è toccato uno scarlatto uroburo tratto dalla ricca simbologia bruniana, il serpente richiamando, con l’aquila ed il leone animali zarathustriani, oltretutto la S del mio cognome) ed un volume di commento e di iniziazione dal titolo Suono Sacro Sogno (altre tre S luciferine!) il quale, con ricchezza di documentazione bibliografica che va dalla letteratura yogica ed orientale in genere ai migliori apporti della riflessione occidentale sull’argomento (Aristotele, Ovidio, Freud, Jung, e tanti altri), approfondisce lo stretto rapporto fra gli elementi onirici musicali e mistici, e si propone come una vera e propria guida ad una esperienza iniziatica.
Io che ho solo poche conoscenze dirette della cultura di riferimento dell’autore, ma soprattutto nessuna esperienza delle pratiche ad essa collegate, ma che, per altre vie, sono giunto alle stesse conclusioni (la musica sa le strade dell’essenza, creuse, baudelairianamente le ciel, dit, marcelianamente, vrai, la musique seule, attinge orficamente la sacra “demonicità” del profondo - una pagina di Beethoven e di Wagner vale tutti i trattati di metafisica, una pagina di Scriabin tutti i trattati di mistica) resto sinceramente ammirato: c’è dunque, in un mondo ed in una società che gli dei sembrano, per dirla con Hölderlin, aver disertato, c’è dunque, ed è giovane, ed è vivo, ed è gagliardo, chi vuole riconsacrare il reale e restituirlo al  glorioso Mistero ontologico da cui esso, si badi bene, non è circondato o trasceso, ma sostanziato, sì che possa dirsi Ens et Arcanum (et Mysterium) converti.
Azzeccata, centrata, “di-vertente”, epperciò graditissima, la dedica:     
A Giulio Sforza, desceta et mistico sbilenco, Sub Auspiciis Noctis.
Un capolavoro quel “desceta”, di cui rivendico la primogenitura, e quello “sbilenco”, che coglie alla perfezione il mio dis-equilibrato stato di essere-al-mondo, di cui per la prima volta qualcuno finalmente ha l’intuizione e trova il coraggio di qualificarmi. Grazie Vinz!
Nella terza di controcopertina di cartoncino quadrato nerissimo (il rosso e il nero variamente e con somma maestria disposti sono invece i colori della copertina del volumetto), è riportato uno Scongiuro col tamburo Soqar, visibile solo se ben osservato di… sbi(l)e(n)co e in controluce, che non posso a mia volta non riproporre (l’aza del testo, ho chiesto spiegazioni a Vinz, è uno spiritello sciamanico):





ACCENDI UN FUOCO ROSSO,
APPICCA LA FIAMMA DI FUOCO!
MIO LUNGO CORPO, DISTENDITI,
SOFFIA DA OGNI PARTE,
ALZATI CON IL TURBINE,
IN CIMA ALLE MIE SPALLE!
NERE VALOROSE CAMPANELLE, SUONATE!
IN CIMA ALLE MIE SCAPOLE,
MIE CAMPANELLE FUSE IN FERRO,
I MIEI SPIRITI VANNO CON UN FISCHIO,
VANNO BISBIGLIANDO.
IL MIO AZA DALLA LINGUA BIFORCUTA,
NESSUNO VINCERA’ LA SUA LINGUA.
NON DISTURBATE IL SONNO DEI PICCOLI FANCIULLI,
NON SPAVENTATE IL BESTIAME,
AFFINCHE’ IL NERO CANE NON ABBAI.

Chàirete Dàimones!

(testo di Giulio Sforza, originariamente apparso su https://blog.libero.it/disincanti/view.php?id=disincanti&gg=0&mm=1205)

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ritual noise for dream control © by vinz notaro (2012)
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Takshaka (Sanskrit: तक्षक Takṣaka) è la traccia centrale di DREAMWORKING, 5° album della piccola orchestra esteh, recente uscita dalle sonorità ritual ambient.
Qui è presentato un estratto di 8 minuti, dalla traccia intera di 29 minuti ...dedicata al Drago, Re dei Naga, Takshaka, menzionato nel Mahābhārata come amico di Indra, Deva della folgore.
L'album esce insieme al volume Suono Sacro Sogno, in doppia edizione: una Standard (libro+CD) e una Special in elegante package, firmata e numerata, contenente una traccia extra, diversa per ognuna delle 96 copie, con CD disegnato a mano.
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Nota caratteristica di quest'ultimo lavoro di orchestra esteh è l'uso di dissonanze armoniche e stridenze ritmiche, basato su un semplice rapporto di corrispondenza tra musica e universo onirico.
Hillman, noto psicologo, nel suo saggio "Il sogno e il mondo infero" traccia una basilare concordanza tra i nostri sogni e la mitologia infera, di qui l'idea di "accordare" certa musica allo stadio del sonno, affinché si possa intraprenderne una indagine. Indagine che concerne l'anima, la sua realtà, cosa che non può iniziare se non si affronta il suo aspetto notturno, ossia quello dei sogni.
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this is an experiment in dream control practice:
close your eyes and start to listen, when you're sleeping something will come...
ESTEH IMPERAT! orchestraesteh@gmail.com
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Sa Takshaka Indraya Swaha.
"King Pareekshit who ruled India about 5000 years ago, was cursed by sage Srungi that he'd be killed by the most venomous snake Takshaka. Despite the best of his efforts to escape, king Pareekshit was killed by the snake. Determined to avenge his father's death, Pareekshit's son Janamejaya, conducted sarpa yagam to kill the entire snake species, in Sarpavaram village near Kakinada. Copper plates were found near the place confirming Janamejaya's gifts of land to the Brahmins. Greatest of the snakes were invoked by mantras to fall in the fire pit. The chief priest envisioning that Takshaka sought Indra's refuge, chanted "Sa Takshaka Indraya Swaha" ordering Takshaka to fall in the fire pit along with Indra and his throne. As they starting falling from the heavens, Sage Asteeka came to the rescue of the snake species and convinced Janamejaya that Takshaka was only an instrument in the divine plan."
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